posizioni yoga torino

GLI ĀSANA


Il termine āsana in sanscrito significa “postura” oppure “stare seduti” e in italiano per convenzione si traduce al maschile.

Gli āsana sono le posizioni del corpo insegnate nell’Hatha Yoga. 

Secondo la tradizione, gli āsana sono 108.000 e sono state insegnate dalla Divinità ai saggi Ṛṣi dell’India oltre 5000 anni fa.

Āsana è anche il terzo passo degli Yoga Sūtra di Patañjali, il quale si riferisce non solo alle posture del corpo tipiche dello Yoga e utili a raggiungere il risveglio della coscienza ma anche all’atteggiamento corretto da tenere nella vita per procedere sul sentiero spirituale.


Fino ai primi anni del Novecento la pratica degli āsana era in Occidente pressochè sconosciuta; fu grazie al merito di maestri come Vivekananda prima e Paramahansa Yogananda poi, che tale conoscenza è giunta negli Stati Uniti e successivamente in Europa.


Normalmente lo Yoga viene insegnato mostrando le posizioni e abbinando a ognuna un beneficio fisico ma non sempre viene approfondito l’aspetto più sottile dell’influenza che può avere sulla vita della persona. 

Il Durjaya Yoga va oltre poiché non soltanto spiega la struttura della posizione e i benefici che produce a livello fisico ma analizza tutte quelle informazioni nascoste in un āsana che riguardano l’aspetto bioenergetico e psicosomatico. 


Durante la pratica, alcuni āsana specifici vengono eseguiti in combinazione con altre tecniche quali i Mantra,

Prāṇāyāma, Prāna Krya e visualizzazioni.



Sperimenta gli āsana del Durjaya Yoga! 

Visita il nostro blog, entra nella sezione āsana e scopri i benefici delle posizioni Yoga.






DURYODHANĀSANA

LA  POSIZIONE DEL GUERRIERO



Esecuzione 


In posizione eretta, piedi uniti, colonna, vertebrale ben distesa, mento leggermente sollevato. 

Porto indietro la gamba destra, contemporaneamente sollevo in alto il braccio destro distendendolo completamente, la mano è disposta a pugno. 


Allo stesso tempo piego la gamba sinistra fino a raggiungere un angolo di 90° e porto la mano sinistra, anch’essa piegata a 90° all’altezza del cakra del cuore, la mano è disposta a pugno. Il mento è leggermente sollevato, lo sguardo è fiero in avanti. 


Tutti questi movimenti devono essere eseguiti contemporaneamente con un’inspirazione. Trattengo la posizione per un numero di respiri almeno pari a 12.

La posizione si conclude in questo modo: inspirando si fa un passo avanti e contemporaneamente si riportano le braccia lungo i fianchi.



Cakra, coinvolti


Mūlādhāra, Maṇipūra, Anāhata, Ājñā.



Benefici


Lavora sull'energia della rabbia e della paura.


Sviluppa il coraggio.


Lavora sugli squilibri tra il piano fisico e quello mentale.


Mette in connessione gli emisferi celebrali.





NAVĀSANA

LA POSIZIONE DELL’OMBELICO



Esecuzione


Partendo dalla posizione seduta, gambe distese in avanti, schiena ben eretta, mani appoggiate sulle cosce con i palmi rivolti verso il basso, con un’inspirazione mi porto in equilibrio sul coccige.


Le gambe sono ben distese, la punta dei piedi supera in altezza la
sommità del capo.


Le mani sono distese dinanzi a noi, parallele al suolo e all’altezza
delle ginocchia, i palmi sono rivolti verso il basso, le dita ben distese.


Trattengo la posizione per un numero di respiri almeno pari a 12.


Espirando riporto le gambe a terra e i palmi delle mani sulle cosce.



Cakra coinvolti


Maṇipūra, Anāhata, Viśuddha.



Benefici


Lavora su tutte le energie legate alla paura e alle fobie.


Combatte la vigliaccheria ed aiuta ad affrontare le paure.


Consente la stabilizzazione e l’equilibrio della mente.


Aiuta nel trattamento degli attacchi di panico.


Aiuta nell'abbandonare gli attaccamenti

eccessivi.


Aiuta a sollevare le energie tra Svādhiṣṭhāna e Anāhata.

VAJRĀSANA

LA POSIZIONE DEL FULMINE



Esecuzione


Siamo in ginocchio, seduti sui talloni con le gambe e i piedi uniti, le mani sono rivolte verso il basso e poggiano sulle cosce, la schiena è ben eretta.



Con un’inspirazione ci alziamo e contemporaneamente solleviamo le braccia in avanti, con i palmi delle mani rivolti verso il basso. Espirando, spostiamo il peso del corpo all’indietro. Abbiate cura di mantenere in linea la testa e la schiena. I glutei sono contratti.


Tratteniamo la posizione per un numero di respiri almeno pari a 12.


Inspirando ritorniamo in posizione eretta mentendo le braccia parallele al suolo espirando mi riporto sui talloni e appoggio le mani, con i palmi rivolti verso il basso, sulle cosce.



Cakra coinvolti


 Tutti



Benefici


Lavora su tutto il sistema celebro spinale, attivando i cakra e facendo fluire maggiormente l’energia.


E’ utile per tutte quelle persone che hanno problemi neurologici perché va ad attivare il passaggio dei messaggi sinaptici e neurologici nella colonna vertebrale e nel cervello.


Stimola il flusso dell’energia spirituale che dal primo cakra raggiunge il settimo.


Lavora su tutti i cakra contemporaneamente.


Praticata prima della meditazione, magnetizza la colonna vertebrale e il cervello, attirando maggior quantità di energia e favorendo la profondità dello stato meditativo.



KURMĀSANA

LA POSIZIONE DELLA TARTARUGA


Esecuzione


Seduti a terra, pieghiamo le ginocchia e uniamo le piante dei piedi. Inspiriamo profondamente e, con una lunga espirazione abbassiamo la testa fino ad avvicinarla il più possibile ai piedi. Contemporaneamente le mani passano esternamente sotto le gambe e vanno ad afferrare i piedi. Manteniamo la posizione cercando di allentare qualunque tensione.


Per chiudere la posizione, inspiriamo e alziamo lentamente
la testa, sciogliamo la posizione delle braccia e delle gambe, 

e ritorniamo in posizione seduta.


Cakra coinvolti


M
ūlādhāra, Anāhata.



Benefici


Lenisce le ferite legate ai sentimenti e rafforza le energie
del cakra del cuore.


Kurmāsana è una posizione seduta e richiama l’immagine della
tartaruga che si ritira nella sua corazza. 

La parte inferiore della corazza simboleggia la Terra, quella superiore rappresenta il Cielo. L’uomo, come la tartaruga, attraverso il cakra del cuore può connettere le energie di Terra e Cielo.

VIRABHADRĀSANA I


È la prima di tre posizioni del guerriero e aiuta a sviluppare l’energia del guerriero che è in noi. Si esegue prima da un lato, poi dall’altro.


Esecuzione


Siamo in posizione eretta, le braccia lungo il corpo e i

piedi uniti. La schiena è ben dritta e il mento leggermente sollevato. Con un’inspirazione, portiamo avanti la gamba sinistra. Espirando, pieghiamo il ginocchio. Con un’altra inspirazione alziamo le braccia sopra la testa e uniamo i palmi delle mani. Espirando, lasciamo cadere indietro la testa e rilassiamo
il collo. 
Per chiudere la posizione inspiriamo e riportiamo la testa

in asse; espirando abbassiamo le braccia. Poi, con un’altra inspirazione raddrizziamo il ginocchio.

Con un’ultima inspirazione, portiamo avanti la gamba
sinistra per tornare nella posizione di partenza.

Ora eseguiamo Virabhadrāsana dall’altro lato.


Cakra coinvolti


V
iśuddha, Maṇipūra, Anāhata.


Benefici


Alleggerisce il pensiero e le preoccupazioni lavorando sul
cakra della gola.


Lavora sulle paure e connette la persona con l’energia del
Cielo e della Terra.

UTKATĀSANA,
POSIZIONE DELLA SEGGIOLA



Esecuzione


In posizione eretta, piedi uniti, colonna vertebrale ben distesa, mento leggermente sollevato.


Con un’inspirazione ci alziamo sulle punte dei piedi, portiamo le braccia in avanti e parallele al suolo e rivolgiamo i palmi delle mani verso l’alto. Espirando pieghiamo le ginocchia e rimaniamo in equilibrio
sulle punte dei piedi. Per mantenere più facilmente l’equilibrio, consigliamo di guardare un punto fisso davanti a voi.


Per chiudere la posizione, inspiriamo e ci solleviamo sulle
punte dei piedi, portando le braccia distese sopra la testa. Poi, espirando, riportiamo le braccia lungo il corpo e rimettiamo

i piedi a terra.



Cakra coinvolti


A
nāhata



Benefici


È una posizione che lavora in particolare sul cakra del
cuore e aiuta a sviluppare la devozione.


Le mani protese in avanti rappresentano la generosità e

l’offerta; per lo yogi simboleggiano l’offerta di sé stessi alla Divinità.