COS’È IL PRANAYAMA?

Il respiro è la fonte principale di rifornimento del prana, l’energia vitale, contenuta nell’aria, come riuscire allora a ottenere il massimo dell’energia dalla

respirazione? Le tecniche di pranayama (in sanscrito prāṇāyāma), che fanno parte dei tradizionali insegnamenti dello yoga, rappresentano un valido aiuto. Molte persone non si rendono conto di respirare male e che parte dei loro disagi fisici sono una conseguenza di questa gestione non corretta dell’energia vitale.
Spesso le situazioni di ansia, le difficoltà a sostenere i momenti di stress oppure gli stati di spossatezza, possono dipendere dall’incapacità, purtroppo molto diffusa, di respirare correttamente e si risolvono facilmente attraverso la pratica costante di tecniche di pranayama.
Negli stati di malessere, uno dei problemi principali è che l’energia è squilibrata. Imparare le tecniche di pranayama ci permette di ritrovare un’energia armoniosa, che fluisce liberamente e che ci consente di ritrovare l’equilibrio e il benessere perduto.
Le tecniche yoga di pranayama (dal sanscrito āyāma, controllo e prāna, soffio vitale o energia) sono un insieme di pratiche volte a modificare in vario modo i processi di respirazione, con lo scopo di controllare l’energia vitale che possiamo acquisire attraverso la respirazione. Pranayama è anche il quarto stadio dell’Ottuplice Sentiero di Patanjali; viene dopo āsana (la retta posizione) ed è seguito da pratyahara (ritirare i sensi dagli oggetti esteriori).
Nella pratica del pranayama è di fondamentale importanza la postura.
È opportuno scegliere una posizione meditativa, per esempio la posizione del loto a gambe incrociate oppure la posizione sulla sedia con i piedi che poggiano a terra. La schiena deve essere ben eretta e il mento leggermente sollevato; la postura va mantenuta durante tutta la pratica.
Il pranayama andrebbe praticato in natura o comunque in luoghi arieggiati, dove l’aria pulita, ricca di correnti di energia, può donarci il massimo dei benefici.
Esistono molti tipi di pranayama, ognuno dei quali va a lavorare su aspetti differenti.
In generale, il pranayama si compone di tre fasi:
– puraka, inspirazione profonda e completa;
– kumbhaka, trattenimento dell’aria nei polmoni (Antara Kumbhaka, trattenimento a polmoni pieni o Banya Kumbhaka, trattenimento a polmoni vuoti);
– recaka, espirazione.
La cosa importante, adesso, è passare alla pratica. Scegliete una tecnica di pranayama che maggiormente si avvicina alle vostre esigenze e sperimentate! Se praticate costantemente, otterrete ottimi risultati.
Buona pratica.

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