STORIA DELLO YOGA IN OCCIDENTE

L’India è da millenni la patria della spiritualità e delle pratiche dello yoga.

Insegnato in origine dai rishi (ṛṣi), i saggi dell’Himalaya, il suo insegnamento è stato tramandato oralmente da maestro a discepolo per generazioni, mantenendo viva per molto tempo la conoscenza autentica di questa disciplina.
Attualmente lo yoga è conosciuto in tutto il mondo e le pratiche originali si sono confuse, mescolate con altre discipline e sono state oggetto di molte modifiche e adattamenti.
La tendenza, soprattutto in Occidente, sembra essere quella di privilegiare quegli aspetti dello yoga che vanno a lavorare sul corpo, favorendo il lavoro sul piano esteriore e trascurando il piano interiore.
In mezzo a un universo di così tante proposte è difficile riconoscere le tecniche e le conoscenze che più si avvicinano all’autentica disciplina yoga.
Gli scambi tra India e Occidente esistono da tempo memorabile ma verso la fine del 1800 la curiosità verso la cultura e la spiritualità del lontano Oriente subì una crescita esponenziale. La parte del mondo più materialista e la parte del mondo più filosofica e spirituale stavano costruendo un ponte che dall’India arrivava direttamente in America.
Nel 1893 Swami Vivekananda, discepolo di Ramakrishna Paramahansa, fu invitato a partecipare al primo Parlamento delle Religioni di Chicago e, in quell’occasione, tenne una conferenza sull’Induismo che riscosse molto successo. A questo, seguirono altri viaggi, sia negli Stati Uniti che in Europa durante i quali si dedicò alla diffusione dello Yoga e del Vedānta.
Qualche anno dopo fu la volta di Paramahansa Yogananda che partì per Boston nel 1920 per partecipare al Congresso Internazionale delle Religioni. La sua conferenza, dal titolo “La scienza della religione”, venne acclamata con entusiasmo e diventò in seguito un libro.
La sua missione era di portare in Occidente le antiche conoscenze della disciplina scientifica dello yoga e di insegnarlo per aiutare l’uomo a evolvere spiritualmente.
A differenza di Vivekananda, che tornò in India dopo qualche tempo, Paramahansa Yogananda fondò la Self-Realization Fellowship e si stabilì in California, dove visse per più di 30 anni, fino al momento della morte avvenuta nel 1952.
Nel 1925 fondò la Casa Madre a Los Angeles e in seguito altri due eremitaggi, sempre in California. Viaggiò molto in ogni parte degli Stati Uniti, per portare il messaggio del Kriya Yoga attraverso conferenze e lezioni.
La sua opera più conosciuta è “Autobiografia di uno Yogi”, tradotto in oltre 35 lingue. Le sue lezioni e gli insegnamenti vengono tramandati tutt’ora dalla Self-Realization Fellowship in America e dalla Yogoda Satsanga Society in India e le tecniche di meditazione e del Kriya Yoga sono praticate in ogni parte del mondo, contribuendo a diffondere l’antica scienza della realizzazione di sé ai ricercatori dell’elevata conoscenza yogica.

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